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DIPENDENTI PUBBLICI: PUBBLICATO IL RAPPORTO ARAN SULLE RETRIBUZIONI

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  • On Giugno 22, 2026
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Il documento semestrale analizza le evidenze retributive di fatto del comparto Funzioni centrali nel periodo 2021-2023 e fotografa la dinamica delle retribuzioni contrattuali nell’anno 2025 e sul decennio 2015-2025.

L’ARAN ha pubblicato il Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti n. 2/2025, elaborato in base ai dati disponibili al 16 aprile 2026. 

LE EVIDENZE RETRIBUTIVE DI FATTO DEL COMPARTO FUNZIONI CENTRALI (2021-2023)

Il Rapporto analizza la dinamica retributiva di fatto del comparto Funzioni centrali nel periodo 2021-2023, utilizzando i dati del Conto annuale della Ragioneria Generale dello Stato. L’incremento registrato è pari al 13%, quasi il doppio rispetto a quanto stimabile sulla base dei soli rinnovi contrattuali e degli adeguamenti noti.

Questa dinamica è la risultante di più fattori:

  • CCNL 2019–2021: contributo del 3,3% (in linea con le attese)
  • Indennità di vacanza contrattuale standard e potenziata: +2,2%
  • Perequazione delle indennità di amministrazione (DPCM 2021): +3,6% per i Ministeri, analogo all’effetto del rinnovo CCNL
  • Carriera e turnover: +1,0% in media (con forte variabilità tra enti, da -3% a +5%)
  • Produttività e risultato: +3,2% in media, con escursioni da 0% a 7%

L’analisi evidenzia come le leve gestionali, carriera e produttività, presentino un rapporto di sostituibilità: gli enti che investono di più in progressioni di carriera tendono a destinare meno risorse alla produttività e viceversa.

Le strutture retributive risultano inoltre molto eterogenee: la quota di retribuzione fissa oscilla tra il 60% e il 90% del totale a seconda dell’amministrazione.

IL CONSUNTIVO 2025 PER LE RETRIBUZIONI CONTRATTUALI

Nel 2025 le retribuzioni contrattuali sono cresciute del 3,1% per l’intera economia, identico risultato al 2024. Il settore privato segna un +3,2%, trainato dall’agricoltura (+5%), dall’industria (+3,4%) e dai servizi privati (+3%). Per laPubblica Amministrazione (personale non dirigente) la crescita si attesta al 2,7%.

Il dato della PA non registra ancora il pieno effetto di alcuni importanti rinnovi conclusi a dicembre 2025 e nei primi mesi del 2026, relativi al triennio 2022-2024 (Istruzione e Ricerca, Funzioni locali, Sanità). Registra invece la ripresa dell’erogazione della quota potenziata dell’IVC 2022-2024 da gennaio 2025 e la nuova IVC relativa al triennio 2025-2027, corrisposta in misura pari allo 0,6% del tabellare dall’aprile 2025 salita all’1% dal luglio 2025.

Nei comparti ARAN la crescita media annua 2025 è stata del 2,2%, con differenze tra i comparti: le Funzioni centrali guidano il risultato con +5,4%, grazie alla combinazione di IVC potenziata, rinnovo CCNL e secondo decreto di perequazione delle indennità di amministrazione. L’Istruzione e Ricerca segna +2,8%, mentre Sanità (+0,8%) e Funzioni locali (+0,6%) mostrano incrementi più contenuti, in attesa del pieno dispiegarsi dei rispettivi rinnovi. 

IL CONFRONTO DECENNALE 2015-2025 PER LE RETRIBUZIONI CONTRATTUALI

Nel decennio 2015-2025 la crescita cumulata delle retribuzioni contrattuali del settore privato è stata del 16,2%, quella della PA non dirigente del 14,9%. Tra i comparti ARAN la crescita cumulata varia dal +17,7% delle Funzioni centrali al +13,4% di Funzioni locali e Istruzione e Ricerca, con Sanità al +15,7%.

Il vantaggio delle Funzioni centrali è in parte attribuibile ai due decreti di perequazione delle indennità di amministrazione (DPCM 2021 e 2024), che hanno prodotto un effetto aggiuntivo di circa 2 punti percentuali rispetto agli altri comparti.

QUI IL DOCUMENTO COMPLETO

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