RIENTRO DALLE FERIE: LA CHECKLIST DI ADEMPIMENTI E SCADENZE
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- On Agosto 26, 2026
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Ferie non godute, obblighi introdotti dal Decreto “Salario Giusto”, contratti a termine in scadenza, sicurezza sul lavoro: sono diversi gli adempimenti e le verifiche da non trascurare a settembre. Li abbiamo raggruppati qui.
Settembre non è soltanto il mese del rientro dalle ferie. Per chi gestisce il personale, è anche il momento in cui tornano in primo piano scadenze rimaste in sospeso durante l’estate e adempimenti che non possono più essere rinviati.
Abbiamo raccolto i principali punti da verificare, eccoli di seguito.
FERIE RESIDUE E CONTRIBUTI INPS
Il primo adempimento da verificare riguarda la gestione delle ferie non godute.
L’art. 10 del D. Lgs. 66/2003 e l’art. 2109 del Codice Civileprevedono che ogni lavoratore dipendente ha diritto ad almeno quattro settimane di ferie retribuite annue. Di queste, due settimane devono essere fruite entro l’anno di maturazione, anche consecutivamente, mentre le restanti due entro i 18 mesi successivi. GUARDA ANCHE QUI
Dunque, per le ferie maturate nel 2024, il termine per la fruizione delle due settimane differite era il 30 giugno 2026. Per i dipendenti che, a quella data, avevano ancora ferie residue, è scattato l’obbligo contributivo: il datore di lavoro è tenuto a versare i contributi previdenziali sui ratei non goduti entro il 20 agosto 2026 e a comunicarli tramite flusso UniEmens entro il 31 agosto 2026 (art. 3-quater D.L. 16/2012, convertito con modificazioni dalla L. 44/2012).
Il mancato pagamento dei contributi sulle ferie arretrate costituisce un’omissione contributiva e comporta l’applicazione delle relative sanzioni.
Inoltre, il mancato rispetto dei termini previsti per la fruizione delle ferie può comportare sanzioni amministrative a carico del datore di lavoro, fino a 5.400 euro per ciascun lavoratore (art. 18-bis, comma 3, D. Lgs. 66/2003).
Cosa fare: verificare il saldo ferie di ogni dipendente, accertarsi che i contributi siano stati versati nei termini e pianificare la fruizione dei giorni residui del 2025 entro il 30 giugno 2027.
IL CODICE CCNL IN BUSTA PAGA
Dal 1° maggio 2026 è entrato in vigore l’obbligo per il datore di lavoro di indicare il codice unico alfanumerico del contratto collettivo nazionale di lavoro applicato. Tale codice deve essere riportato nel prospetto paga e nella lettera di assunzione, nonché nei flussi informativi destinati agli enti competenti per le attività di controllo e monitoraggio.
L’obbligo è stato introdotto dall’art. 11 del D. L. 62/2026 (c.d. Decreto Salario Giusto), convertito con modificazioni dalla legge 25 giugno 2026, n. 112, e riguarda le buste paga emesse dall’ 1 maggio 2026. Il codice è assegnato dal CNEL – Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro – a ogni CCNL depositato nell’Archivio nazionale dei contratti collettivi.
Cosa fare: verificare che i cedolini emessi da maggio 2026 riportino il codice corretto e che il CCNL applicato corrisponda all’attività principale dell’azienda.
I CONTRATTI A TERMINE IN SCADENZA
Il rientro dalle ferie è il momento adatto per fare il punto sui rapporti a termine in corso.
I contratti a tempo determinato possono avere una durata massima di 24 mesi (art. 19, comma 1, D. Lgs. 81/2015). Superata questa soglia, in assenza di trasformazione a tempo indeterminato, il rapporto si converte automaticamente. Le proroghe – consentite fino a un massimo di quattro nell’arco dei 24 mesi – devono essere accompagnate da una causale specifica quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a ventiquattro mesi (art. 21, comma 1, D.Lgs. 81/2015).
Il Decreto Salario Giusto ha introdotto un elemento di novità rilevante: l’esonero contributivo per i datori di lavoro privati che assumono, o trasformano in contratto a tempo indeterminato: si tratta dei bonus donne, bonus giovani e incentivo ZES (D.L. 62/2026) (QUI gli abbiamo dedicato un approfondimento).
Cosa fare: mappare tutti i contratti a termine con la scadenza entro dicembre 2026, valutare le opzioni di proroga o stabilizzazione e verificare gli incentivi contributivi disponibili per le nuove assunzioni.
SICUREZZA SUL LAVORO
Il rientro in azienda rappresenta un buon momento anche per effettuare una verifica degli adempimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro: corsi di formazione in scadenza, aggiornamenti obbligatori, visite mediche periodiche, nomine e documentazione prevista.
Il D. Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza) impone al datore di lavoro obblighi precisi e non derogabili (art. 18, comma 1).
Ricordiamo che la Cassazione, con sentenza n. 15467 del 29 aprile 2026, ha confermato la responsabilità penale del titolare di una ditta individuale per la mancanza della cassetta di primo soccorso (art. 45, comma 1, D. Lgs. 81/2008) e per l’omessa formazione dei lavoratori (art. 37, comma 1, D.Lgs. 81/2008) (Ne avevamo parlato QUI).
Cosa fare: verificare la scadenza dei corsi di formazione obbligatoria, controllare le visite mediche periodiche in scadenza, aggiornare le nomine e la documentazione di sicurezza, controllare dotazioni come la cassetta di primo soccorso.
IL BONUS DEL 15% PER TURISMO E RISTORAZIONE
Le aziende del settore turistico, ricettivo e della ristorazione possono beneficiare, fino al 30 settembre 2026, del trattamento integrativo previsto per i lavoratori che svolgono attività notturna o prestazioni di lavoro straordinario nei giorni festivi.
La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, commi 18-21) ha previsto, per le prestazioni effettuate dal 1° gennaio al 30 settembre 2026, un trattamento integrativo speciale pari al 15% delle retribuzioni lorde corrisposte per il lavoro notturno e per gli straordinari festivi.
Il beneficio non viene riconosciuto automaticamente. Per ottenerlo, il lavoratore deve presentare una richiesta scritta al datore di lavoro, dichiarando di aver percepito, nel 2025, un reddito da lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro.
Il datore di lavoro riconosce il trattamento direttamente in busta paga, anticipando le somme per conto del lavoratore e recuperandole successivamente mediante compensazione fiscale. Il beneficio dovrà inoltre essere indicato nella Certificazione Unica.
Cosa fare: verificare che i dipendenti aventi diritto abbiano presentato la domanda scritta, controllare che il beneficio sia stato correttamente inserito in buste paga e ricordare che il 30 settembre 2026 è il termine ultimo per le prestazioni agevolabili.
I CCNL RINNOVATI NEL 2026
Nel corso del 2026 numerosi contratti collettivi nazionali hanno introdotto aumenti retributivi e nuove disposizioni che incidono direttamente sull’elaborazione delle buste paga. È opportuno verificare che tutte le novità siano state correttamente recepite e che le eventuali agevolazioni previste siano state applicate nel modo corretto.
Il Decreto Salario Giusto (D. L. 62/2026) ha introdotto un meccanismo di adeguamento automatico del 30% dell’IPCA (indice dei prezzi al consumo armonizzato) in caso di mancato rinnovo del CCNL oltre i 12 mesi dalla scadenza naturale. Per le aziende in settori con contratti scaduti, questo si traduce in un adeguamento retributivo automatico che deve essere riflesso nelle buste paga a partire dalla decorrenza prevista.
Cosa fare: verificare lo stato di rinnovo del CCNL applicato, controllare che gli eventuali aumenti siano stati recepiti nei cedolini e aggiornare le tabelle retributive interne.
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