ASSUNZIONI: LA MAPPA DEGLI INCENTIVI 2026, PARTE 3
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- On Luglio 21, 2026
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Incentivo ZES, bonus donne, e bonus giovani. Requisiti e condizioni per ottenere nuove agevolazioni contributive introdotte dal decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62.
Con il decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, il cd. decreto 1° maggio o decreto lavoro, il legislatore è intervenuto sul sistema delle agevolazioni contributive previste per le assunzioni, superando definitivamente il quadro degli incentivi introdotti dal c.d. Decreto Coesione e, successivamente, prorogati dal Milleproroghe.
La novella riscrive integralmente la disciplina degli esoneri contributivi applicabili nel corso del 2026, introducendo tre distinti strumenti agevolativi destinati alle assunzioni a tempo indeterminato e alle trasformazioni dei rapporti a termine.
Il nuovo impianto normativo si caratterizza non soltanto per la ridefinizione delle misure di favore sul piano economico, ma anche per una profonda revisione dei requisiti soggettivi richiesti ai lavoratori destinatari e delle condizioni necessarie per la fruizione dei benefici.
Ed infatti incentivo ZES, bonus donne, bonus giovani, presentano presupposti applicativi differenti, limiti economici diversificati e specifiche condizioni di accesso, pur condividendo un nucleo comune di requisiti aziendali legati all’incremento occupazionale netto, all’assenza di licenziamenti e al rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’occupazione.
Con le circolari nn. 55, 56 e 57 del 14 maggio 2026 l’INPS ha fornito le istruzioni operative per l’applicazione delle disposizioni introdotte dal decreto Lavoro, chiarendo i presupposti, le modalità di fruizione e gli adempimenti richiesti ai datori di lavoro.
Di seguito l’analisi dell’incentivo Bonus ZES.
COME FUNZIONANO GLI INCENTIVI
Le agevolazioni si applicano alle assunzioni effettuate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2026 e prevedono, in presenza di specifici requisiti, l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenzialia carico del datore di lavoro.
Le nuove agevolazioni contributive devono però essere lette nel contesto della normativa europea: le circolari richiamano, infatti, il rispetto delle disposizioni contenute nel regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione europea, che disciplina le condizioni di compatibilità degli aiuti concessi dagli Stati membri.
I bonus assunzioni rientrano tra gli aiuti compatibili con il mercato interno ai sensi dell’art. 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, e la compatibilità deriva principalmente dalla finalità occupazionale delle misure, che incentivano:
- l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati;
- la stabilizzazione dell’occupazione;
- lo sviluppo economico delle aree territoriali più deboli.
Le agevolazioni possono quindi essere riconosciute soltanto nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa europea, comprese quelle relative alla durata e ai massimali dell’aiuto.
Vediamo nello specifico quanto chiarito dall’Istituto.
IL BONUS ZES 2026: INCENTIVO PER LE ASSUNZIONI NEL MEZZOGIORNO
Il Bonus ZES rappresenta una delle principali misure introdotte dal decreto Lavoro 2026 per sostenere l’occupazione stabile nelle regioni del Mezzogiorno comprese nella Zona Economica Speciale unica (ZES unica).
L’agevolazione, disciplinata dall’art. 3 del decreto e illustrata dall’INPS con la circolare n. 56 del 14 maggio 2026, prevede un esonero del 100% dei contributi previdenzialia carico del datore di lavoro per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2026, con l’obiettivo di favorire:
- l’incremento dell’occupazione stabile;
- il rilancio produttivo del Mezzogiorno;
- la riduzione dei divari territoriali;
- il reinserimento lavorativo dei soggetti disoccupati di lunga durata.
CHI PUÒ ASSUMERE CON IL BONUS ZES
Il Bonus ZES 2026 consiste in un incentivo contributivo riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato presso una sede o unità produttiva situata nella ZES unica nel periodo compreso dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026.
Secondo quanto chiarito dalla circolare, l’incentivo è finalizzato a sostenere lo sviluppo occupazionale nelle aree del Mezzogiorno maggiormente interessate da criticità economiche e livelli occupazionali inferiori rispetto alla media nazionale.
L’agevolazione opera nel rispetto delle regole europee sugli aiuti di Stato e risulta subordinata a specifiche condizioni riguardanti:
- il datore di lavoro;
- il lavoratore assunto;
- il mantenimento dell’incremento occupazionale;
- il rispetto dei limiti dimensionali aziendali.
La presenza della sede di lavoro nella ZES unica rappresenta dunque una condizione essenziale per la fruizione dell’esonero contributivo.
La circolare INPS chiarisce che il requisito territoriale deve riguardare il luogo effettivo di svolgimento dell’attività lavorativa e non soltanto la sede legale del datore di lavoro.
Questo significa che:
- un’impresa con sede legale fuori dalla ZES unica può comunque beneficiare dell’incentivo se l’unità produttiva si trova nelle regioni agevolate;
- il trasferimento del lavoratore fuori dalla ZES unica comporta la perdita del beneficio a decorrere dal mese successivo al trasferimento.
QUALI REGIONI RIENTRANO NELLA ZES UNICA
Le regioni ammesse all’incentivo sono:
- Abruzzo;
- Basilicata;
- Calabria;
- Campania;
- Marche;
- Molise;
- Puglia;
- Sardegna;
- Sicilia;
- Umbria.
REQUISITI DEI DATORI DI LAVORO
Il Bonus ZES 2026 è riconosciuto ai datori di lavoro privati, indipendentemente dalla natura imprenditoriale dell’attività esercitata.
Possono quindi accedere all’agevolazione:
- imprese;
- studi professionali;
- enti privati;
- cooperative;
- datori di lavoro agricoli.
Sono esclusi le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici individuati dall’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001.
Uno degli aspetti più rilevanti della misura riguarda il limite dimensionale aziendale:l’art. 3 del decreto Lavoro 2026 prevede infatti che il datore di lavoro, nel mese in cui effettua l’assunzione incentivata, occupi fino a un massimo di dieci dipendenti. La verifica del requisito dimensionale deve essere effettuata nel mese dell’assunzione e al netto delle nuove assunzioni incentivate.
Secondo quanto precisato dall’INPS,le successive variazioni del personale non incidono sulla legittima fruizione del beneficio.
Pertanto:
- il superamento del limite di dieci dipendenti dopo l’assunzione non determina la perdita dell’agevolazione;
- la verifica va effettuata esclusivamente nel momento in cui viene instaurato il rapporto incentivato.
REQUISITI DEI LAVORATORI
Il Bonus ZES 2026 può essere riconosciuto esclusivamente per l’assunzione di personale non dirigenziale.
Sono quindi esclusi dall’agevolazione:
- dirigenti;
- collaboratori autonomi;
- lavoratori occasionali.
Per accedere all’incentivo, il lavoratore assunto deve avere compiuto almeno 35 anni di età alla data di instaurazione del rapporto di lavoro, requisito anagrafico che rappresenta una delle principali differenze rispetto al Bonus giovani 2026, che invece si rivolge ai soggetti under 35.
Il lavoratore deve inoltre risultare disoccupato da almeno ventiquattro mesi: ai fini della verifica del requisito, assumono rilevanza le disposizioni previste dal d. lgs. n. 150/2015 in materia di stato di disoccupazione in base al quale sono considerati disoccupati:
- i soggetti privi di impiego che abbiano dichiarato la disponibilità immediata al lavoro;
- i lavoratori con redditi inferiori alle soglie fiscali previste dalla normativa.
La circolare INPS precisa che il datore di lavoro deve dichiarare la sussistenza dello stato di disoccupazione all’interno dell’istanza di richiesta dell’esonero.
IMPORTO E DURATA DELL’ESONERO
Il Bonus ZES 2026 prevede, come detto, un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.
Restano peraltro esclusi dall’agevolazione:
- i premi Inail;
- le contribuzioni non aventi natura previdenziale;
- alcune contribuzioni specificamente escluse dalla normativa.
L’incentivo può essere riconosciuto nel limite massimo di 650 euro mensili per ciascun lavoratore assunto.
Per i rapporti di lavoro instaurati o cessati nel corso del mese, il massimale deve essere riproporzionato su base giornaliera, mentre nel caso di rapporti part-time l’importo massimo dell’agevolazione deve essere ridotto proporzionalmente in relazione all’orario di lavoro.
DURATA E SOSPENSIONE
Il Bonus ZES 2026 può essere fruito per un periodo massimo di ventiquattro mesi dalla data di assunzione e può essere sospeso esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria per maternità, essendo consentito il differimento temporale del periodo di fruizione.
ASSUNZIONI ESCLUSE
Sono esclusi dal Bonus ZES 2026:
- le assunzioni con contratto a tempo determinato;
- le trasformazioni di contratti a termine;
- i rapporti di apprendistato;
- il lavoro domestico;
- il lavoro intermittente o a chiamata;
- le prestazioni occasionali.
L’esclusione dei contratti a termine conferma la finalità della misura, orientata esclusivamente alla creazione di occupazione stabile e duratura.
DIVIETO DI LICENZIAMENTO
Il Bonus ZES 2026 non spetta se il datore di lavoro ha effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti l’assunzione incentivata, nella stessa unità produttiva.
Inoltre, il datore di lavoro non deve procedere, nei sei mesi successivi all’assunzione, al licenziamento del lavoratore assunto con l’incentivo o di un lavoratore con la stessa qualifica impiegato nella medesima unità produttiva.
La violazione di tale obbligo comporta infatti la revoca dell’esonero ed il recupero delle somme già fruite.
INCREMENTO OCCUPAZIONALE NETTO
Il Bonus ZES 2026 è subordinato al rispetto del requisito dell’incremento occupazionale netto, il che significa che la nuova assunzione deve determinare un aumento effettivo del numero dei lavoratori occupati rispetto alla media dei dodici mesi precedenti.
Il calcolo deve essere effettuato in conformità alle regole europee sugli aiuti di Stato previste dal regolamento (UE) n. 651/2014, utilizzando il criterio delle Unità di Lavoro Annuo (ULA).
Nel calcolo assumono rilevanza:
- lavoratori full time;
- lavoratori part-time;
- lavoratori stagionali.
COME PRESENTARE LA DOMANDA
I datori di lavoro interessati dovranno trasmettere apposita domanda tramite la sezione “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) – Bonus ZES 2026”, compilando il relativo modulo.

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