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SICUREZZA: PUBBLICATO IL RAPPORTO INAIL SULLE CAUSE DEGLI INFORTUNI GRAVI E MORTALI NEGLI ULTIMI 20 ANNI

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  • On Settembre 11, 2025
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Attraverso il sistema di sorveglianza nazionale Infor.MO ed all’esito dell’analisi degli oltre 11.000 infortuni sul lavoro verificatisi dal 2002 ad oggi, ricostruiti secondo il modello di analisi multifattoriale adottato, sono state individuate le cause comuni nonché gli strumenti per tentare di arginare il fenomeno che, negli ultimi venti anni, ha condotto alla morte di poco meno di 7.000 persone. 

L’Inail ha pubblicato il rapporto 2025 sulle cause degli infortuni mortali e gravi. Realizzato a cura del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, il rapporto si basa sui dati raccolti dal sistema di sorveglianza nazionale degli infortuni mortali e gravi Infor.MO. 

Il documento è articolato in tre sezioni: 

  • la prima tratta la struttura e le azioni strategiche del sistema volte all’ampliamento delle conoscenze sui fattori di rischio infortunistici; 
  • la seconda contiene elaborazioni ed analisi condotte sui dati a livello nazionale; 
  • la terza è dedicata ad approfondimenti regionali curati dai territori per evidenziare specifiche tematiche di interesse. 

INFOR.MO, IL SISTEMA

Il Sistema di sorveglianza nazionale Infor.MO è stato avviato nel 2002 con un progetto di ricerca del Coordinamento delle Regioni, di Inail – Ricerca e di Inail e si basa sull’assunto che le indagini a seguito di infortunio, condotte dai Servizi di prevenzione nei luoghi di lavoro delle Asl, rappresentano una fonte preziosa per la ricostruzione delle cause e l’individuazione delle soluzioni. 

Il sistema è stato supportato negli anni dal CCM del Ministero della salute attraverso specifici progetti attivati congiuntamente tra l’Inail – Ricerca e le Regioni, inoltre, con il d. interm. 25 maggio 2016, n. 183, è entrato a far parte del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP) di cui all’art. 8 del d.lgs. 81/2008. 

Recentemente il sistema ha anche avviato il percorso di integrazione dell’Osservatorio Agricoltura per ampliare ulteriormente le conoscenze sulle caratteristiche degli infortuni del comparto (che riguardano frequentemente anche i pensionati ed i cosiddetti hobbisti) e dei fattori di rischio, in particolare collegati all’uso di macchine agricole. 

Il monitoraggio e l’acquisizione dei dati avviene attraverso l’adozione di un modello standard adottato dagli operatori Asl per la ricostruzione delle dinamiche infortunistiche e l’individuazione delle cause. 

CARATTERISTICHE DEGLI INFORTUNI MORTALI

All’interno della seconda parte del rapporto, dedicata alle “Modalità di accadimento e fattori causali degli infortuni” sono analizzate le caratteristiche degli infortuni mortali, attraverso i dati della banca nazionale. 

La banca dati di Infor.MO ad oggi è costituita da oltre 11.000 infortuni registrati dal 2002 (poco meno di 7.000 con esito mortale) ai quali sono associati, tramite il modello di analisi multifattoriale, quasi 21.000 fattori causali.

Le elaborazioni che seguono si riferiscono all’ultimo decennio di dati consolidati 2013 – 2022 durante il quale si registrano 2.379 infortuni mortali in archivio. 

SETTORI CON LA MAGGIORE INCIDENZA

Dall’analisi dei dati emerge che quattro sono i settori con la maggiore incidenza di eventi mortali:

  • Agricoltura, silvicoltura e pesca con 712 incidenti mortali pari al 29,9% dei casi
  • Costruzioni con 628 incidenti pari al 26,4
  • Attività manifatturiere con 409 e il 17,2%
  • Trasporto e magazzinaggio con 178 e il 7,5%. 

Rispetto alla dimensione aziendale si rileva che oltre il 42% degli infortuni mortali riguarda le microimprese (fino a 9 addetti) e nel 15,5% le piccole imprese con meno di 50 addetti, mentre nelle imprese più grandi con oltre 250 addetti la percentuale si attesta al 2,1%

LUOGHI CON MAGGIORE INCIDENZA

Tra i luoghi in cui avvengono più frequentemente gli infortuni ci sono:

  • il cantiere – edificio in demolizione, restauro, manutenzione (12,7%) 
  • il luogo di produzione, officina, laboratorio (11,8%)
  • il luogo dedicato principalmente al magazzinaggio, al carico, allo scarico (10,8%) 
  • il luogo agricolo – coltura del suolo (8%) 
  • altri luoghi per l’agricoltura, l’allevamento, forestale, ittico (7,6%). 

MANSIONI PiÙ COINVOLTE

Relativamente alle mansioni dei lavoratori coinvolti negli eventi mortali il maggior numero di casi si registra tra: 

  • agricoltori e operai agricoli specializzati (18,9%)
  • muratori dell’edilizia (l’8,7%).

Seguono i conduttori di mezzi pesanti e camion (spesso afferenti al settore Trasporti) e gli artigiani ed operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni, alla pitturazione ed alla pulizia degli esterni (settore edilizia). 

ANZIANITÀ E CLASSI D’ETÀ

Per quanto concerne l’anzianità nella mansione, il 61% dei lavoratori aveva un’esperienza di oltre 3 anni mentre il 10,7% degli infortunati svolgeva la propria mansione da meno di un anno. Oltre il 71% dei lavoratori coinvolti in infortuni mortali aveva un’anzianità della mansione superiore a 3 anni. Ciò significa che lesperienza maturata nel tempo non sempre denota una maggior sicurezza nell’affrontare le attività lavorative. 

Rispetto alle classi di età degli infortunati c’è un certo equilibrio tra la classe 45-54 anni e quella 55-64, con una leggera prevalenza per la prima (26,5% vs 25,6%). Seguono gli over 65 (18,7%), occupati prevalentemente nel settore agricolo; se considerassimo un’univoca classe di età over 55, la percentuale raggiungerebbe il 44,3%. 

rapporto inail morti sul lavoro

Analizzando la nazionalità ilavoratori maggiormente coinvolti in episodi infortunistici sono prevalentemente italiani (84,1%), seguiti da quelli originari della Romania (4,0%), Albania (2,7%), Marocco (1,7%). Il restante 7,5% riguarda lavoratori originari di oltre 40 Paesi.

QUI IL RAPPORTO COMPLETO 

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