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IA E RIORGANIZZAZIONE AZIENDALE: LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI ROMA

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  • On Marzo 10, 2026
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La Sezione lavoro del Tribunale ha legittimato il licenziamento per giustificato motivo oggettivo nei casi in cui la riorganizzazione aziendale avvenga anche tramite l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

di Dott. Carlo Maria Brancato

Con sentenza n. 9135 del 19 novembre 2025, la Sezione Lavoro del Tribunale Civile di Roma ha rigettato il ricorso presentato da una lavoratrice avverso il licenziamento per giustificato motivo oggettivo irrogatogli dall’azienda, ritenendolo illegittimo e/o pretestuoso per assenza dei presupposti di fatto.

I FATTI

La dipendente, che svolgeva mansioni di graphic designer, evidenziava come negli anni avesse svolto per il proprio datore di lavoro anche mansioni rientranti nell’area marketing e, dunque, che ivi avrebbe potuto essere ricollocata.

L’azienda si è costituita in giudizio ed ha chiesto il rigetto dell’avversa domanda poiché, a causa della crisi finanziaria che l’aveva interessata negli ultimi anni, questi era stata costretta a ridurre i propri asset non produttivi (tra cui quello di design e marketing) per mantenere il proprio core business, ossia la produzione di software per la cyber intelligence, area nella quale la lavoratrice non poteva essere ricollocata.

GLI ALTRI LICENZIAMENTI

A comprova di quanto sopra l’azienda ha rilevato come, negli ultimi anni ed a causa dell’aumento dell’indebitamento, questi aveva richiesto l’ammissione ad una procedura di composizione della crisi d’impresa, aveva trasformato la società da “S.p.A.” ad “S.r.L.” con conseguente riduzione del capitale sociale e, non da ultimo, aveva provveduto ad ulteriori licenziamenti per giustificato motivo oggettivo risultati legittimi.

Da ultimo, l’azienda ha precisato che la mansione svolta dalla lavoratrice ben avrebbe potuto essere sostituita con software di intelligenza artificiale specializzati in grafica, sicché non ricorrevano i presupposti per il repêchage. 

LA MOTIVAZIONE

Il Tribunale di Roma ha rigettato la domanda della dipendente poiché ha ritenuto assolto l’onere probatorio da parte dell’azienda resistente, la quale ha dimostrato l’effettività delle esigenze di riorganizzazione aziendale ed il nesso di causalità tra tali esigenze e il licenziamento.

La sentenza del Tribunale di Roma, pur non espressamente, ha creato un precedente, legittimando il licenziamento per giustificato motivo oggettivo nei casi in cui la riorganizzazione aziendale avvenga anche tramite l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

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