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WHISTLEBLOWING: I NUOVI OBBLIGHI PER LE IMPRESE E LE LINEE GUIDA DI CONFINDUSTRIA

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  • On Novembre 23, 2023
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Con il termine whistleblowing, letteralmente “soffiare il fischietto”, si fa riferimento alla segnalazione effettuata dai dipendenti pubblici e privati ed avente ad oggetto un illecito e/o un’irregolarità commessa all’interno del posto di lavoro. 

Il whistleblowing trova riconoscimento nella Direttiva UE 2019/1937, emanata dal Parlamento e del Consiglio europeo il 23 ottobre 2019, al fine di garantire un elevato livello di protezione alle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione.

Il d.lgs. n. 24 del 10 marzo 2023, cd. “Decreto Whistleblowing”, emanato in attuazione della sopracitata Direttiva, disciplina la protezione delle persone che segnalano violazioni di disposizioni normative nazionali o dell’Unione europea che ledono l’interesse pubblico o l’integrità dell’amministrazione pubblica o dell’ente privato, di cui siano venute a conoscenza in un contesto lavorativo pubblico o privato” e, a sua volta, si applica ai soggetti del settore pubblico e del settore privato. 

Relativamente al settore privato, la normativa estende le protezioni ai segnalanti che hanno impiegato, nell’ultimo anno, la media di almeno cinquanta lavoratori subordinati o, anche sotto tale limite, agli enti che si occupano dei cd. Settori sensibili (servizi, prodotti e mercati finanziari e prevenzione del riciclaggio o del finanziamento del terrorismo, sicurezza dei trasporti e tutela dell’ambiente) e a quelli adottano modelli di organizzazione e gestione ai sensi del decreto legislativo 231/2001.

A decorrere dal 17 dicembre 2023, anche i soggetti del settore privato che, nell’ultimo anno, hanno impiegato mediamente fino a 249 lavoratori subordinati, saranno tenuti ad istituire un canale interno di segnalazione. 

Ed infatti, il canale di segnalazione rappresenta uno degli strumenti fondamentali previsti dalla legge per la tutela del segnalante, in grado di semplificare la segnalazione e mantenere l’anonimato del whistleblowers.

L’art. 4 del D. lgs. 24/2023 disciplina i canali di segnalazione interna, che devono essere in grado di garantire, anche tramite il ricorso a strumenti di crittografia, la riservatezza dell’identità della persona segnalante, della persona coinvolta e della persona comunque menzionata nella segnalazione, nonché del contenuto della segnalazione e della relativa documentazione.

Inoltre, come chiarito dal comma 2 dello stesso articolo, “La gestione del canale di segnalazione è affidata a una persona o  a  un  ufficio  interno  autonomo   dedicato   e   con   personale specificamente formato per la gestione del  canale  di  segnalazione, ovvero è affidata a un soggetto esterno, anch’esso  autonomo  e  con personale specificamente formato”.

A supporto delle imprese, Confindustria ha elaborato una “Guida operativa” contenente le indicazioni utili per l’adeguamento alla disciplina in tema di whistleblowing

In particolare, il documento offre suggerimenti pratici sulle soluzioni più adeguate, tenuto conto della specificità di ciascuna struttura aziendale, per la scelta, l’istituzione del canale di segnalazione interno e l’individuazione del soggetto chiamato a gestire la segnalazione.

QUI LA GUIDA OPERATIVA DI CONFINDUSTRIA

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